La Sindrome dell'Intestino Irritabile (IBS - Irritable Bowel Syndrome) è uno dei più comuni disturbi funzionali gastrointestinali. È caratterizzata da un'alterazione del funzionamento dell'intestino che provoca sintomi ricorrenti, pur in assenza di lesioni organiche evidenti che possano giustificarli.
L'IBS può compromettere significativamente la qualità della vita e manifestarsi in forme differenti. In base alla tipologia di alvo viene classificata in:
IBS-D, con prevalenza di diarrea.
IBS-C, con prevalenza di stipsi.
IBS-M, caratterizzata dall'alternanza di diarrea e stipsi.
Si tratta di una condizione multifattoriale nella quale possono contribuire diversi meccanismi, tra cui alterazioni dell'asse intestino-cervello, ipersensibilità viscerale, modificazioni della motilità intestinale, alterazioni del microbiota intestinale, aumentata permeabilità intestinale e fattori psicofisici. Per questo motivo ogni paziente richiede un percorso nutrizionale personalizzato. Questo approccio è coerente con le moderne conoscenze sull'IBS e sul ruolo dell'interazione tra intestino, microbiota e sistema nervoso.
I sintomi possono variare da persona a persona e presentarsi con intensità differente. I più comuni sono:
Gonfiore addominale.
Meteorismo e produzione eccessiva di gas intestinali.
Dolore o crampi addominali, spesso alleviati dopo l'evacuazione.
Diarrea ricorrente.
Stipsi cronica.
Alternanza tra diarrea e stipsi.
Sensazione di evacuazione incompleta.
Urgenza evacuativa.
Presenza di muco nelle feci.
Distensione addominale.
Brontolii intestinali.
Peggioramento dei sintomi dopo alcuni alimenti o durante periodi di stress.
La diagnosi della Sindrome dell'Intestino Irritabile è di competenza del medico specialista.
Non esiste un singolo esame che consenta di diagnosticarla. La diagnosi viene formulata attraverso i criteri di Roma IV, dopo aver escluso altre patologie organiche che possono provocare sintomi simili.
Tra gli accertamenti che possono essere richiesti, in base al quadro clinico, rientrano:
Anamnesi approfondita e visita specialistica.
Applicazione dei criteri di Roma IV.
Esami ematici.
Calprotectina fecale.
Sierologia per la celiachia, quando indicata.
Colonscopia con eventuali biopsie nei casi in cui siano presenti segni di allarme o vi sia il sospetto di patologie organiche.
Ogni paziente con IBS è diverso. Per questo motivo non utilizzo protocolli standard, ma costruisco un percorso nutrizionale personalizzato sulla base della tipologia di intestino irritabile, della sintomatologia, dell'alvo e dell'eventuale presenza di altre condizioni associate, come disbiosi intestinale, SIBO, permeabilità intestinale o ipocloridria.
L'obiettivo iniziale è ridurre il più possibile i sintomi, migliorare la funzionalità intestinale e favorire un riequilibrio dell'ambiente intestinale. Quando la sintomatologia risulta stabilmente controllata, il percorso prosegue con una reintroduzione graduale e personalizzata degli alimenti, per ampliare progressivamente la varietà della dieta e migliorare la tolleranza individuale.
Nelle fasi successive il lavoro si concentra sul consolidamento dei risultati ottenuti attraverso un incremento graduale delle fibre alimentari, l'introduzione, quando appropriata, di alimenti fermentati e un'eventuale integrazione mirata. L'obiettivo finale è costruire un'alimentazione il più possibile varia, sostenibile nel tempo e compatibile con una buona qualità di vita, riducendo il rischio di ricomparsa della sintomatologia.
Ogni percorso viene costruito in modo completamente personalizzato. La durata e le strategie nutrizionali possono variare in base alla risposta clinica, alla presenza di eventuali condizioni associate e agli obiettivi del paziente.
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