La proctite è un'infiammazione della mucosa del retto, l'ultimo tratto dell'intestino crasso prima dell'ano.
Può avere origini differenti e può essere associata a Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali (MICI), infezioni, radioterapia, patologie autoimmuni o altre condizioni che determinano un processo infiammatorio localizzato a livello rettale.
La sintomatologia e la gravità possono variare notevolmente da persona a persona, rendendo fondamentale un corretto inquadramento clinico.
I sintomi possono essere molto variabili e comprendere:
La diagnosi è di competenza del gastroenterologo.
Tra gli esami maggiormente utilizzati rientrano:
Ogni paziente presenta caratteristiche cliniche differenti. Per questo motivo non utilizzo protocolli standard, ma costruisco un percorso nutrizionale completamente personalizzato.
L'obiettivo del Metodo Intestinal Fenix è lavorare sulle possibili cause e sui fattori modificabili che contribuiscono al mantenimento della problematica, sostenendo il fisiologico equilibrio intestinale e affiancando il percorso terapeutico definito dal gastroenterologo.
Il primo obiettivo del percorso nutrizionale è contribuire alla riduzione dell'infiammazione intestinale, al miglioramento della sintomatologia e al mantenimento di un adeguato stato nutrizionale attraverso un'alimentazione personalizzata.
Successivamente il piano alimentare viene progressivamente ampliato, nel rispetto della tolleranza individuale e della fase clinica della malattia, con l'obiettivo di costruire un'alimentazione varia, equilibrata e sostenibile nel lungo periodo.
Particolare attenzione viene dedicata anche alla salute del microbiota intestinale, alla funzionalità della barriera intestinale e all'eventuale presenza di condizioni associate, come disbiosi intestinale, SIBO, IBS o ipocloridria, che possono contribuire al mantenimento della sintomatologia.
L'obiettivo finale del Metodo Intestinal Fenix® è favorire il miglior equilibrio intestinale possibile, contribuire al controllo dell'infiammazione, migliorare la qualità di vita del paziente e ridurre il rischio di ricomparsa dei sintomi, sempre in stretta collaborazione con il gastroenterologo e nel rispetto della terapia medica prescritta.
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